Museo di Salò

MuSa: personaggi, epoche, fulgori, tragedie, scienza, arte... tutto documentato nel Museo della città di Salò. Merita una visita lenta ed accurata questa istituzione di recente apertura, che esibisce una storia vissuta da protagonista in ambito nazionale ed internazionale.

L’insieme è una miscellanea divisa in sezioni tematiche, coerentemente aggregate nel perimetro delle vicende salodiane, dagli allori d’epoca veneziana all’oscurità della Repubblica Sociale Italiana. È memoria rievocativa dei personaggi di Salò la sala “Una galleria di protagonisti”, tra cui Anton Maria Mucchi (1871-1945), che ricostruì l’identità storica e culturale della città.

i secoli di venezia

È questa l’epoca del primato di Salò sulla Comunità di Riviera o “Magnifica Patria” durante la Serenissima (1426-1797). Significativo il dato demografico: a metà del ‘400 contava 3 mila abitanti come Torino e Treviso.

Un’accorta politica culturale e artistica contribuì al suo divenire capitale, come dimostrano i tesori acquistati dal Comune per la Pieve, ricostruita a partire dal 1453. Da ammirare al MuSa i codici miniati quali una Bibbia atlantica di scuola romana dei
primi decenni del XII secolo, quattro corali veronesi della fine del Trecento e le cinque legature in cuoio con decorazioni in ottone del 1524, oltre a dipinti per i palazzi del Comune e del Provveditore veneziano.

L’esposizione prospettica di violini annuncia che siamo nella sala dedicata a Gasparo da Salò (1540-1609), celebre liutaio, riconosciuto maestro dai suoi successori e da collezionisti come
d’Annunzio che ideò la celebre Coppa del Liutaio realizzata da Renato Brozzi (1924) e qui esposta.

Emoziona il suono del Contrabbasso Biondo di Gasparo (1590), che il pubblico può ascoltare nelle audizioni settimanali.

Tra gli Imperi e la Mitteleuropa

Con la caduta della Serenissima (1797) e la fine del dominio austriaco (1859), Salò perde un secolare primato a favore di un rinnovamento istituzionale, urbanistico, sociale.

Testimoni del tempo sono il letto da campo di Napoleone (1802), esposto grazie alla collaborazione con il Museo Napoleonico di Rivoli Veronese, e i cimeli garibaldini messi a disposizione dal Museo Storico del Nastro Azzurro (da visitare nel piano sottostante) e dalla Società di Mutuo Soccorso di Salò.

La vitalità artistica della città emerge attraverso i disegni e i ritratti della società salodiana tra fine Ottocento e anni Venti, quando inizia il suo appeal come luogo di villeggiatura.

Le sezioni scientifiche del museo

Chi vuole vedere pietrificazioni di corpi e preparati anatomici, quelli famosi del medico salodiano Giovan Battista Rini (1795-1856), trova una sala dedicata.

Affacciarsi con cautela se non si è studenti di medicina.

Di grande interesse è l’osservatorio meteo-sismico con il recupero e l’esposizione del patrimonio di strumenti ottocenteschi e del primo Novecento, comprensivo del riallestimento dell’osservatorio di sismologia.

Repubblica Sociale Italiana

Il percorso nella memoria storica di Salò non può che concludersi con le testimonianze relative ai 600 giorni della Repubblica Sociale, affidate a immagini e parole di protagonisti, tra cui due partigiani e due repubblichini. In un video all’ingresso scorrono le immagini degli edifici della RSI, alcuni dei quali sono diventati noti ambienti turistici.

Arte

Di arte narrano “I segni del XX secolo” e il fondo grafico della “Civica Raccolta del Disegno”, fondata a Salò nel 1983 per documentare l’arte italiana dai grandi maestri del primo Novecento (De Pisis, Romani, Martini, Licini, Fontana, Sironi) alle ricerche astratte di Soldati, Dorazio, Accardi e Sanfilippo, all’informale di Birolli, Morlotti, Vedova, Mandelli e Afro, alle posizioni neofigurative di Forgioli, Francese, Cavaliere e Stagnoli, fino alle espressioni più recenti.

testo: Claudia Farina / foto: Bams, Archivio MuSa (2016)

Orari di apertura
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
chiuso il lunedì

Prezzi biglietti (2016)
€ 8.00 intero
€ 5.00 ridotto
€ 4.00 ridotto scuole e varie gratuità

Tel. 0365 20553
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www.museodisalo.it

Salò

Protetta da venti freddi del nord, Salò si adagia nel golfo omonimo, sulla riva occidentale del Garda; incomincia da qui la cosiddetta "Riviera Bresciana", che prosegue fino a Gargnano, caratterizzata da una lussureggiante vegetazione mediterranea. In epoca romana la località aveva il nome di "Salodium"; nel 300 divenne il capoluogo della riviera bresciana e della "Magnifica Patria"; dal 1425 al 1795, sotto il governo della "Serenissima", godette d'ampi privilegi. Eleganti edifici testimoniano tutt’oggi del periodo di fioritura della città. Dopo l'8 settembre 1943, in Salò e in altre località del Garda ebbero sede comandi e ministeri della "Repubblica Sociale Italiana", detta appunto "Repubblica di Salò", come pure alti comandi militari tedeschi.